Griglia di valutazione

Scheda tecnica per gli Insegnanti

Cari Colleghi,

nel rendere pubblico il distillato dell’impegno professionale di un’intera vita, dedicata all’INSEGNAMENTO LETTERARIO nel Triennio della Scuola Superiore di Stato1, vorrei chiarire lo spirito di questo lavoro, senza il quale anche la lettera potrebbe essere travisata.

Va da sé che non ho la pretesa d’insegnare alcunché; ma solo il desiderio d’illustrare un possibile METODO DIDATTICO, che poi ciascuno di Voi reinterpreterà secondo la sua personale sensibilità, la particolare domanda educativa della sua Classe, le necessità dei tempi in cui è chiamato ad operare. L’invito è a costruire Voi stessi gli esercizi che ritenete necessari per svolgere al meglio la Vostra professione.

La sfida che molti di noi hanno affrontato, in anni attraversati da un forte interesse per la sperimentazione2, è stata quella di EDUCARE INTANTO CHE SI ISTRUISCE; evitando sia l’appiattimento sul mero tecnicismo disciplinare, sia il coinvolgimento in progetti educativi sganciati dagli ordinari contenuti di studio, che alla lunga risultano dispersivi.

Si tratta di far toccare con mano agli Studenti che, senza il lume culturale offerto dalla Scuola, si troverebbero nella stessa condizione di disorientamento di chi volesse viaggiare a fari spenti nella notte. La letteratura, infatti, offre loro la chiave per decifrare il senso degli eventi, oggi imprevedibili, che incontreranno nella vita.

Perché questa promessa s’avveri, però, occorre abbandonare il CRITERIO ESTETICO, che tradizionalmente guida la pratica dell’insegnamento, a favore di un CRITERIO ETICO, che innervi sia la selezione degli autori sia l’interpretazione delle opere.

Senza dubbio, nella nostra selezione, non potranno mancare le pagine esemplari dei nostri maggiori scrittori e, in misura minore, un saggio delle opere più rappresentative della cultura europea, vista la doppia cittadinanza dei giovani del Terzo Millennio. Ma c’è spazio anche per scelte innovative, meglio ancora se condivise con i Colleghi della stessa disciplina.

Ad esempio, in quarta, possiamo osare un’escursione nel mondo del melodramma con il “Don Giovanni” di Mozart/Da Ponte, che ci permette di affrontare il tema, assai rilevante in tempi di femminicidio, della pericolosità dei narcisi anaffettivi, di cui l’autore svela i trucchi e il volgare cinismo.

Oppure, in quinta, possiamo proporre l’incontro con un romanzo di Camilleri, che, oltre ad essere uno scrittore di pregio, offre lo spunto per parlare in maniera coinvolgente di mafia e illegalità. Il tema dell’antisemitismo può essere affidato agli Insegnanti del Biennio, all’interno di un’unità didattica che vede il diverso profilo di Ulisse in Omero, Dante e Primo Levi. Ecc.

Allo stesso modo, nell’interpretazione dei testi, possiamo curvare la consueta ANALISI STILISTICA (riconoscimento di forme metriche, figure retoriche, stilemi linguistici) allo scopo di comprendere e assimilare MESSAGGI DI VALORI, che si fissano nella memoria dei nostri Ragazzi proprio perché ancorati a fortissime esperienze emotive.

Per ogni epoca storica esistono, infatti, una o più opere strategiche, capaci di restituirci i problemi cruciali di quella determinata società, attraverso l’individuazione del rapporto tra TESTO e CONTESTO. Ma sta a Noi far sentire, in quella vicenda, in quella voce, l’eco di un’altra vicenda, di un’altra voce che ci riguarda da vicino. Così, il deposito culturale del nostro passato può continuare a sprigionare, nel presente, tutta la sua inesauribile vitalità.

Nella realtà di apprendimento motivato, tipica delle nostre Classi, gli ESERCIZI DI GUIDA ALLA LETTURA E ALL’ANALISI rispondono a due esigenze fondamentali: quella di condurre l’Allievo a scoprire da sé in modo attivo molti di quei concetti, che abitualmente apprende passivamente dal manuale di letteratura; e quella di indurlo a familiarizzarsi con il linguaggio colto, riutilizzando nella risposta i vocaboli suggeriti nella domanda.

Le soluzioni da me fornite, dunque, sono solo indicative: sia perché Voi Insegnanti potreste aver impostato in modo diverso la Vostra lezione; sia perché l’Allievo, nell’eseguire il suo compito di casa, potrebbe aver trovato una soluzione divergente, che, se opportunamente inverata sul testo, ha diritto di entrare nel numero delle possibili interpretazioni.

Vorrei spendere ancora due parole sul delicato problema della VALUTAZIONE DELLE PROVE SCRITTE. I Ragazzi restano delusi, quando, pur in presenza di buone capacità linguistico-espressive, vengono penalizzati nel voto per le convinzioni espresse. È buona prassi, perciò, dotarsi di una griglia di correzione, fondata su parametri oggettivi, da allegare a ciascuna prova e da far visionare allo Studente (vedi esempio).

Ci sono poi momenti istituzionali, dove la Scuola esprime la sua natura di TEMPIO DELLA REPUBBLICA; momenti nei quali tutti gli operatori sono chiamati a farsi comunità educante. Ricordo ancora con riconoscenza le Collaboratrici Scolastiche dalle “mani d’oro”, che, con festoni di edera presi in giardino e nastri tricolore, hanno sempre meravigliosamente addobbato l’Aula Magna del nostro Istituto per le celebrazioni del 25 aprile.

A questo punto, non mi resta che augurarVi di raggiungere i più alti traguardi in una professione che, se svolta con disciplina e passione, può riservare grandi soddisfazioni.

NOTE

  1. La mia esperienza si è svolta all’inizio nell’Istituto Tecnico Industriale e poi nel Liceo Scientifico-Tecnologico fino al 2015. Tra i testi, prodotti durante le vacanze estive, ho eseguito una selezione che fosse rappresentativa sia delle diverse epoche storiche sia delle varie realtà geografiche del nostro paese. Naturalmente nel programma originario, elaborato quand’ero in servizio, c’erano anche testi di sola lettura e spiegazione, sui quali gli Allievi, durante le prove scritte, erano chiamati a trasferire le competenze apprese sugli esercizi-guida. Per questo, non troverete testi di assoluta importanza, come “L’infinito” di Leopardi, perché sono stati utilizzati per preparare le prove.

  2. Questo metodo si rifà alla corrente dell’attivismo pedagogico, che, attraverso la partecipazione, mira a rendere motivante lo studio e a fissarne a lungo i risultati nella coscienza dell’Allievo, perché le esperienze scolastiche entrano a far parte non solo del suo bagaglio cognitivo, ma anche del suo vissuto emotivo.